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Ottobre 27, 2025Le nuove regole su imposte dirette e IVA rivoluzioneranno la vita di associazioni, ETS e realtà non profit. In questo scenario complesso, affidarsi a professionisti esperti non è più una scelta, ma una necessità.
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Novità fiscali dal 2026 per ETS e associazioni non profit non iscritte al RUNTS
Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore il “nuovo regime fiscale” del Terzo Settore completando l’attuazione del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), con impatto su imposte dirette e indirette (IVA) degli ETS e, in modo decisivo, delle associazioni non iscritte al RUNTS. È prevista anche l’uscita definitiva della qualifica ONLUS entro marzo 2026, con migrazione ai regimi ETS ove applicabile. https://www.informazionefiscale.it/riforma-fiscale-terzo-settore-novita-2026
Quadro generale e calendario
- Operatività dal 1° gennaio 2026: diventano efficaci le disposizioni fiscali rinviate del Codice del Terzo Settore, ridisegnando il perimetro di agevolazioni e obblighi per enti non commerciali e associazioni.
- Fine delle ONLUS entro 30 marzo 2026: la qualifica ONLUS cessa, con transizione alle categorie ETS o ai regimi ordinari se non si accede al RUNTS.
Riforma IVA per il non profit: la disciplina IVA specifica per enti associativi ed ETS è prevista dal 2026, con possibilità (discussa) di proroga annunciata a livello politico; l’orientamento resta l’entrata in vigore dal 2026 salvo interventi dell’ultimo miglio.
Differenze chiave: ETS vs associazioni non iscritte al RUNTS
Tabella di confronto sintetica
| Profilo | ETS iscritti al RUNTS | Associazioni non iscritte al RUNTS |
| Accesso alle agevolazioni | Ampio, secondo Codice TS | Ridotto/ordinario; diverse agevolazioni cessano |
| Regime imposte dirette | Specifico ETS con criteri di commercialità e decommercializzazione | Regime enti non commerciali ordinario; meno decommercializzazioni |
| IVA | Nuove regole dedicate ETS dal 2026 | Regole IVA ordinarie più estese su corrispettivi e attività |
| Donazioni/erogazioni | Incentivi e deduzioni/detrazioni ETS | Regime ordinario, minori incentivi |
| ONLUS | Migrazione entro 30/03/2026 | Se non migrano, perdono regime ONLUS |
ETS: imposte dirette e indirette dal 2026
Imposte dirette
- Commercialità e non commercialità dell’ente: per gli ETS, dal 2026 si applicano i criteri del Codice del Terzo Settore per qualificare attività istituzionali, secondarie e commerciali, con specifiche soglie e condizioni per la non commercialità; si rafforzano le regole sulla decommercializzazione di alcune entrate connesse allo scopo sociale e ai destinatari qualificati.
- Regimi agevolati per ODV/APS e altre categorie ETS: la riforma rende operative le agevolazioni strutturate per gli ETS (incluse specifiche semplificazioni e regimi forfetari/agevolati su attività marginali o secondarie, laddove previsti dal Codice) in sostituzione dei precedenti regimi transitori
- Donazioni ed erogazioni liberali: entrano in piena operatività le agevolazioni sulle erogazioni liberali a favore degli ETS, con incentivi fiscali per donatori coerenti con la cornice UE sugli aiuti e con il sistema del Codice TS.
IVA
- Nuova disciplina IVA dedicata agli ETS: dal 2026 è attesa l’applicazione del nuovo quadro IVA per gli enti associativi/ETS (con possibili modulazioni di esenzione o non imponibilità per specifiche prestazioni rese a soci o destinatari in linea con la finalità sociale), fermo restando il dibattito su eventuali proroghe operative.
- Adempimenti e impatto gestionale: l’entrata in vigore richiede adeguamenti amministrativo-contabili e una revisione dei rapporti economici tra ETS, soci e terzi per la corretta qualificazione ai fini IVA https://www.inservice.it/it/insights/nuova-disciplina-fiscale-ed-iva-per-gli-ets-dal-2026-salvo-proroga/63/.
Associazioni non iscritte al RUNTS:
cosa cambia dal 2026
Imposte dirette
- Perdita di molte agevolazioni specifiche “non ETS”: dal 2026 le associazioni che restano fuori dal RUNTS operano con regimi fiscali meno favorevoli rispetto al passato; la riforma concentra le principali agevolazioni nel perimetro ETS, lasciando ai “non ETS” un trattamento ordinario da enti non commerciali con più limitata decommercializzazione delle entrate tipiche.
- Trattamento delle entrate verso soci e terzi: corrispettivi specifici, vendite e prestazioni potrebbero rientrare più spesso nella sfera commerciale, con tassazione IRES/IRAP secondo le regole ordinarie degli enti non commerciali, riducendo gli spazi di esenzione collegati alla vita associativa.
- Erogazioni liberali e sponsorizzazioni: l’attrattività fiscale per i donatori si riduce rispetto agli ETS, influenzando raccolta fondi e sponsorizzazioni che dovranno essere strutturate considerando l’assenza dei maggiori incentivi riservati agli iscritti RUNTS https://www.tuttononprofit.com/2025/11/associazioni-cosa-cambia-dal-2026-enti-non-iscritti-runts-regime-fiscale-agevolazioni.html.
IVA
- Regime IVA più “pieno”: per le associazioni non iscritte al RUNTS, dal 2026 molte attività rese a soci o terzi saranno soggette a IVA secondo regole ordinarie, con minore spazio per esenzioni/decommercializzazioni tipiche del Terzo Settore riformato.
- Nuovi obblighi di fatturazione e registri: la gestione amministrativa dovrà adeguarsi a obblighi IVA e contabili più estesi (fatturazione, registri, liquidazioni), con impatti significativi su costi e governance.
Impatti pratici e transizione post-ONLUS
- Cessazione ONLUS e migrazione: entro il 30 marzo 2026 la qualifica ONLUS scompare; gli enti interessati devono decidere la migrazione verso forme ETS o accettare il regime ordinario non ETS con perdita dei vantaggi specifici della normativa ONLUS e minore appeal per i donatori.
- Strategia di conformità e sostenibilità: per realtà con attività miste (istituzionale/commerciale), la scelta RUNTS vs “non RUNTS” incide su modello di ricavo, fiscalità di corrispettivi e IVA, nonché su rapporti con finanziatori e PA, rendendo opportuna un’analisi costi-benefici e di governance per il 2026 https://www.tuttononprofit.com/2025/11/associazioni-cosa-cambia-dal-2026-enti-non-iscritti-runts-regime-fiscale-agevolazioni.html.
Riferimenti normativi e fonti specialistiche
Normativa primaria e quadro di riforma
- Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017): istituzione del RUNTS e disciplina fiscale degli ETS; dal 2026 divengono operative le parti rinviate, incluso il titolo fiscale e la cornice IVA per enti associativi.
- Uscita ONLUS: calendario di cessazione entro 30 marzo 2026 con riforma fiscale ETS e recepimento in coerenza con indicazioni UE (comfort letter DG COMP)https://www.informazionefiscale.it/riforma-fiscale-terzo-settore-novita-2026.
- Informazione Fiscale: quadro delle novità 2026 per ETS, riforma IVA e fine ONLUS, con sintesi della cornice europea e del recepimento nel decreto fiscale.
- Commercialista.it: panoramica delle novità fiscali 2026 per ETS, associazioni e società sportive dilettantistiche, impatto su gestione amministrativa e accesso ai beneficihttps://www.commercialista.it/Dettaglio-Articolo/Fisco-Terzo-Settore-2026-tutte-le-novita-fiscali-per-ETS-associazioni-e-societa-sportive/.
- inService (consulenza fiscale): focus operativo su nuova disciplina fiscale e IVA 2026 (salvo proroga), differenze tra ETS e associazioni fuori dal RUNTS https://www.inservice.it/it/insights/nuova-disciplina-fiscale-ed-iva-per-gli-ets-dal-2026-salvo-proroga/63/.
Cosa le conviene fare ora - Mappare le entrate e le attività: distinguere istituzionale vs commerciale, corrispettivi specifici, proventi da soci/terzi, e donazioni.
- Valutare l’iscrizione al RUNTS: misurare benefici fiscali ETS vs oneri amministrativi; stimare l’impatto su IVA e IRES/IRAP.
- Revisione contratti e fundraising: aggiornare contratti di sponsorizzazione, convenzioni, e policy donazioni per il regime 2026.
- Adeguamento contabile/IVA: predisporre sistemi di fatturazione e registri per attività che diverranno imponibili o rilevanti ai fini IVA.
- Timeline ONLUS: se interessati, pianificare la transizione entro marzo 2026.
- Dal 1° gennaio 2026 l’art. 145 del TUIR e la disciplina IVA per gli enti non commerciali (incluse le associazioni culturali disciplinate dal Codice Civile e non iscritte al RUNTS) cambiano radicalmente: il regime agevolato viene superato e si passa a regole più restrittive, con l’uscita definitiva delle ONLUS e l’entrata in vigore del Titolo X del Codice del Terzo Settore.
- 📌 Art. 145 TUIR – cosa cambia dal 2026
- Attuale disciplina (fino al 2025): l’art. 145 TUIR consente agli enti non commerciali di determinare il reddito imponibile con criteri forfetari, applicando percentuali di redditività sui proventi commerciali (simile al regime 398/91 per le associazioni sportive).
- Dal 2026: questo regime non sarà più applicabile alle associazioni culturali non iscritte al RUNTS.
- Le agevolazioni forfetarie vengono assorbite dal nuovo quadro ETS (artt. 79–83 D.Lgs. 117/2017).
- Chi resta fuori dal RUNTS dovrà applicare le regole ordinarie degli enti non commerciali: determinazione analitica del reddito, tassazione piena delle attività commerciali, meno decommercializzazioni.
- Addio alla legge 398/91: anche le associazioni culturali che la utilizzavano perdono questo regime agevolato.
- 📌 IVA – novità dal 2026
- Fino al 2025: molte attività rese ai soci erano “fuori campo IVA” (esclusione).
- Dal 2026: si passa da esclusione IVA a esenzione IVA.
- Le prestazioni verso i soci non saranno più escluse, ma esenti: ciò significa obbligo di aprire partita IVA, emettere fattura elettronica, tenere registri e liquidazioni periodiche.
- L’esenzione comporta che l’ente non potrà detrarre l’IVA sugli acquisti, aumentando i costi effettivi.
- Obblighi amministrativi: fatturazione elettronica anche verso i soci, contabilità più strutturata, maggiore trasparenza.
- Possibile proroga: nel 2025 si è discusso di rinviare ulteriormente la riforma IVA, persino di 10 anni, ma al momento la data ufficiale resta il 1° gennaio 2026.
- Impatti pratici per le associazioni culturali, teatrali, etc. non RUNTS
- Perdita dei regimi agevolati (art. 145 TUIR e 398/91).
- Maggiore tassazione: le entrate da attività commerciali saranno tassate analiticamente con IRES/IRAP.
- Nuovi adempimenti IVA: obbligo di partita IVA, fatturazione elettronica, registri e liquidazioni.
- Donazioni ed erogazioni liberali: meno incentivi fiscali per i donatori rispetto agli ETS iscritti al RUNTS.
- Scelta strategica: iscriversi al RUNTS come APS/ETS per mantenere agevolazioni, oppure restare fuori con regime ordinario più oneroso.




