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Gennaio 8, 2026
A partire dal 2027 entreranno in vigore importanti novità riguardanti gli obblighi di comunicazione delle erogazioni liberali da parte degli Enti del Terzo Settore (ETS).
Le modifiche derivano dall’attuazione del Titolo X del d.lgs. 117/2017 e coinvolgeranno, per la prima volta, l’intero comparto non profit.
– Definizione e natura delle erogazioni liberali
Le erogazioni liberali sono donazioni volontarie, in denaro o in beni, effettuate da privati o imprese a favore di enti non profit.
La loro caratteristica essenziale è l’assenza di una controprestazione: si tratta di atti gratuiti destinati esclusivamente al sostegno delle attività sociali, culturali o scientifiche dell’ente beneficiario.
Una corretta gestione delle erogazioni è indispensabile anche per consentire al donatore di accedere ai benefici fiscali previsti sotto forma di detrazioni o deduzioni.
– Il regime fino al 2026
Fino al 2026 l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le erogazioni liberali riguardava solo alcuni enti che superavano una determinata soglia di entrate.
Il decreto MEF del 1° marzo 2024 ha previsto l’obbligo di comunicazione (scadenza 16 marzo 2025 per i dati 2024) per i soggetti che avevano conseguito entrate superiori a 220.000 euro.
Rientravano tra questi:
Enti del Terzo Settore, incluse le cooperative sociali, con esclusione delle imprese sociali in forma societaria.
Onlus ancora iscritte all’Anagrafe unica nel 2025.
Fondazioni e associazioni riconosciute con finalità di tutela e valorizzazione dei beni culturali (d.lgs. 42/2004).
Fondazioni e associazioni riconosciute che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica, individuate con decreto della Presidenza del Consiglio.
Gli enti con entrate inferiori alla soglia potevano trasmettere la comunicazione in via facoltativa.
– Le novità dal 2027
Dal 16 marzo 2027, l’obbligo di comunicare le erogazioni liberali sarà esteso a tutti gli ETS, indipendentemente dal volume delle entrate registrate nel 2026.
Questa estensione coinvolgerà anche enti di piccole dimensioni, che fino ad oggi non erano interessati da tale adempimento, con un impatto significativo sulla gestione amministrativa.
– Come organizzarsi nel 2026
Per arrivare preparati alla scadenza del 16 marzo 2027, gli enti dovranno strutturare un sistema di raccolta e gestione delle informazioni relativo alle erogazioni ricevute.
In particolare sarà necessario:
Raccogliere i dati dei donatori, con particolare attenzione al codice fiscale.
Acquisire il consenso informato per la trasmissione dei dati personali all’Agenzia delle Entrate.
Emettere ricevute specifiche, riportanti anche i riferimenti normativi utili per le agevolazioni fiscali.
Assicurarsi che le erogazioni siano effettuate tramite strumenti tracciabili, condizione indispensabile per il riconoscimento del beneficio fiscale.
Predisporre un sistema interno che consenta di registrare puntualmente tutte le erogazioni, sia da donatori abituali sia occasionali.
– Sintesi operativa
Entro il 16 marzo 2027, tutti gli ETS dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, tramite l’apposito software disponibile sul sito istituzionale, le erogazioni liberali ricevute nel 2026, a condizione che:
il donatore abbia fornito il proprio codice fiscale;
sia stato acquisito il consenso alla trasmissione dei dati.
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CIRCOLARE INFORMATIVA
Erogazioni liberali agli Enti del Terzo Settore: novità operative dal 2027.
Dal 2027 entreranno in vigore nuove disposizioni relative alla comunicazione delle erogazioni liberali da parte degli Enti del Terzo Settore (ETS).
L’attuazione del Titolo X del d.lgs. 117/2017 estende l’obbligo a tutti gli enti non profit, introducendo un cambiamento significativo nella gestione amministrativa delle donazioni.
Cosa sono le erogazioni liberali
Le erogazioni liberali sono donazioni volontarie, in denaro o in beni, effettuate da privati o imprese a favore di enti non profit.
Sono caratterizzate dall’assenza di una controprestazione e hanno come unico scopo il sostegno delle attività sociali, culturali o scientifiche dell’ente beneficiario.
Tali erogazioni consentono al donatore di accedere a detrazioni o deduzioni fiscali, purché rispettino i requisiti previsti dalla normativa.
Il quadro normativo fino al 2026
Fino al 2026 l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate riguardava solo gli enti che superavano una determinata soglia di entrate.
Il decreto MEF del 1° marzo 2024 ha stabilito che fossero tenuti all’adempimento (scadenza 16 marzo 2025 per i dati 2024) gli enti con entrate superiori a 220.000 euro, tra cui:
Enti del Terzo Settore, incluse le cooperative sociali.
Onlus ancora iscritte all’Anagrafe unica nel 2025.
Fondazioni e associazioni riconosciute operanti nella tutela e valorizzazione dei beni culturali.
Fondazioni e associazioni riconosciute impegnate nella ricerca scientifica.
Gli enti sotto soglia potevano trasmettere la comunicazione in via facoltativa.
Le novità dal 2027
Dal 16 marzo 2027, l’obbligo di comunicare le erogazioni liberali sarà esteso a tutti gli ETS, indipendentemente dal volume delle entrate registrate nel 2026.
Questa estensione coinvolgerà anche enti di piccole dimensioni, che fino ad oggi non erano soggetti all’adempimento.
Come prepararsi nel 2026
Per rispettare correttamente la scadenza del 16 marzo 2027, gli enti dovranno strutturare un sistema organizzativo adeguato.
Le attività da avviare sono:
Raccolta dei dati dei donatori, con particolare attenzione al codice fiscale.
Acquisizione del consenso informato per la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.
Emissione di ricevute dedicate, con indicazione dei riferimenti normativi utili per le agevolazioni fiscali.
Utilizzo esclusivo di strumenti di pagamento tracciabili, condizione necessaria per il beneficio fiscale.
Predisposizione di un sistema interno per registrare puntualmente tutte le erogazioni, sia da donatori abituali sia occasionali.
Sintesi operativa
Entro il 16 marzo 2027, tutti gli ETS dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, tramite l’apposito software disponibile sul sito istituzionale, le erogazioni liberali ricevute nel 2026, a condizione che:
il donatore abbia fornito il proprio codice fiscale;
sia stato acquisito il consenso alla trasmissione dei dati.
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